Cessione gratuita beni: novità della L.166/2016

Cessione gratuita beni: novità della L.166/2016
Con la pubblicazione in G.U. n. 202/2016 della Legge n. 166/2016, sono state introdotte importanti novità, di carattere fiscale, per le cessioni solidaristiche di beni da parte delle imprese. Il provvedimento è volto a ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici o di altri prodotti attraverso la realizzazione dei seguenti obiettivi:
a) favorire il recupero e la donazione:
  • delle eccedenze alimentari, in via prioritaria ai fini dell'utilizzo umano
  • di prodotti farmaceutici e di altri prodotti a fini di solidarietà sociale

b) contribuire a ridurre la produzione di rifiuti e promuovere il riuso / riciclo, per raggiungere gli obiettivi fissati dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti e dello spreco alimentare

Trattamento ai fini Iva - beni considerati distrutti
Come anticipato, l'art. 10, comma 1, n. 12), DPR n. 633/72 dispone l'esenzione IVA per le cessioni gratuite di beni a favore di Enti pubblici, associazioni riconosciute/fondazioni/ONLUS. Al fine di ovviare alla necessità di rettificare l'IVA detratta sull'acquisto dei beni ceduti in esenzione IVA, le specifiche condizioni previste per considerare i beni distrutti ai fini IVA sono state oggetto di modifiche. In particolare il comma 15 dell'art.6, Legge n. 133/99, riguardante le derrate alimentari e i prodotti farmaceutici è stato così modificato:

"I prodotti alimentari, anche oltre il termine minimo di conservazione, purché siano garantite l'integrità dell'imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione, e i prodotti farmaceutici nonché altri prodotti, da individuare con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, destinati a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro, non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per carenza o errori di confezionamento, di etichettatura, di peso o per altri motivi similari nonché per prossimità della data di scadenza, ceduti gratuitamente ai soggetti indicati nell'articolo 10, numero 12), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, agli enti pubblici nonché agli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d'interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità, si considerano distrutti agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto". ART. 6, COMMA 15, LEGGE N. 133/99 – POST LEGGE N. 166/2016

Per effetto delle modifiche apportate dalla Legge n.166/2016 è stato esteso l'ambito di applicazione della disciplina agevolata sia per i prodotti oggetto della cessione che ai soggetti destinatari di tali beni.
In particolare, è ora possibile considerare distrutti ai fini IVA, oltre agli alimenti e ai farmaci già previsti dalla norma vigente anche:

  • i prodotti alimentari che vanno oltre il termine minimo di conservazione, purché siano garantite l'integrità dell'imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione;
  • i prodotti farmaceutici e gli "altri prodotti" da individuare con apposito DM del MEF, destinati a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro, non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per carenza o errori di confezionamento, di etichettatura, di peso o per altri motivi similari nonché per prossimità della data di scadenza;

ceduti gratuitamente:

  • ai soggetti di cui all'art. 10, n. 12), DPR n. 633/72;
  • agli Enti pubblici o privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che promuovono e realizzano attività d'interesse generale anche mediante la produzione/scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità.

Trattamento ai fini delle imposte dirette
A seguito delle novità contenute nell'art.16 della Legge n.116/2016, sono apportate modifiche all'art. 13 del DLgs. 460/97 (erogazioni liberali) ai sensi del quale le derrate alimentari e i prodotti farmaceutici ceduti gratuitamente a ONLUS non si considerano destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa e pertanto il relativo valore normale non costituisce ricavo per l'impresa.

"Le derrate alimentari e i prodotti farmaceutici nonché altri prodotti, da individuare con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, destinati a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro, alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa, che, in alternativa alla usuale eliminazione dal circuito commerciale, vengono ceduti gratuitamente agli enti pubblici, alle ONLUS e agli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d'interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità, non si considerano destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ai sensi dell'articolo 53 [ora 85], comma 2, [TUIR] …". ART. 13, COMMA 2, D.LGS.460/97 – POST LEGGE N. 166/2016

La disciplina agevolativa va ora applicata, oltre che alle derrate alimentari e ai prodotti farmaceutici a favore di ONLUS, anche in caso di cessione gratuita:

  • di "altri prodotti", da individuare con Decreto del MEF purché:
    • destinati a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro;
    • la cui produzione / commercio rientrino nell'attività propria dell'impresa;
  • a favore di Enti pubblici o privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che promuovono e realizzano attività d'interesse generale anche mediante la produzione/scambio di beni e servizi di utilità sociale e forme di mutualità.

Adempimenti
Con la Legge n.166/2016 il legislatore ha previsto misure di semplificazione per favorire la cessione gratuita di prodotti alimentari, farmaceutici e di "altri prodotti" a fini di solidarietà sociale. Tale nuova disposizione interviene sull'art. 3, commi 2 e 4 del DLgs.460/97 stabilendo che:

  • per poter fruire delle norme di favore è necessario che sia predisposto "per ogni singola cessione…un documento di trasporto progressivamente numerato ovvero un documento equipollente, contenente l'indicazione della data, degli estremi identificativi del cedente, del cessionario e dell'eventuale incaricato del trasporto, nonché della qualità, della quantità o del peso dei beni ceduti" (comma 2);
  • il soggetto destinatario dei beni è tenuto ad effettuare "un'apposita dichiarazione trimestrale di utilizzo dei beni ceduti, da conservare agli atti dell'impresa cedente, con l'indicazione degli estremi dei documenti di trasporto o di documenti equipollenti corrispondenti ad ogni cessione, e in cui attesti il proprio impegno a utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle finalità istituzionali, e che, a pena di decadenza dai benefici fiscali previsti dal presente decreto, ne realizzi l'effettivo utilizzo diretto a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro" (comma 4).

La non operatività della presunzione di cessione
1- Cessione gratuita dei beni

Ai sensi dell'art. 2, comma 2 del DPR 441/97, al fine di "superare" la presunzione di cessione onerosa, la gratuità della cessioni di beni a favore di Enti pubblici, associazioni riconosciute/fondazioni/ONLUS è provata con le seguenti modalità:
a) comunicazione "scritta", dell'impresa cedente agli uffici delle Entrate ed ai comandi della Guardia di finanza di competenza, con l'indicazione:

  • della data, ora e luogo di inizio del trasporto
  • della destinazione finale dei beni
  • dell'ammontare complessivo, sulla base del prezzo d'acquisto, dei beni gratuitamente ceduti.

La comunicazione deve pervenire agli uffici almeno 5 giorni prima della consegna del bene e può essere evitata laddove il costo dei beni sia non superiore a €.15.000 o si tratti di beni facilmente deperibili.

b) emissione di documento di trasporto, progressivamente numerato
c) dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con la quale l'ente ricevente attesti natura, qualità e quantità dei beni ricevuti corrispondenti ai dati contenuti nel DDT o documento equivalente.

2- Distruzione/trasformazione volontaria dei beni
Ai sensi dell'art. 2, co. 4 del DPR 441/97, la distruzione dei beni o la trasformazione in beni di "altro tipo" e di più modesto valore è provata:

  • da una comunicazione scritta, da inviare agli Uffici delle Entrate ed ai comandi della Guardia di finanza di competenza 5 giorni prima delle operazioni di distruzione/trasformazione, in cui devono risultare:
    • luogo, data ora;
    • modalità di distruzione o di trasformazione;
    • natura, qualità e quantità dei beni;
    • ammontare complessivo, sulla base del prezzo d'acquisto, del costo di acquisto dei beni da distruggere o trasformare;
    • eventuale valore dei beni residuati dalla distruzione/trasformazione.
      Tale comunicazione non è necessaria allorquando la distruzione venga disposta dalla PA e può non essere inviata, qualora l'ammontare del costo dei beni stessi non sia superiore a €.15.000 o si tratti di beni facilmente deperibili.
  • da un verbale redatto da pubblici funzionari, da ufficiali della Guardia di finanza o da notai che hanno presenziato alla distruzione o alla trasformazione dei beni o, in alternativa, se il costo dei beni distrutti è inferiore a €.10.000, da dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
  • da un documento di trasporto, relativo ai beni distrutti/trasformati.

La nuova comunicazione alle Entrate e Guardia di Finanza
L'art.16 della L.166/2016 ha apportato "semplificazioni" agli adempimenti in tema di cessione gratuita delle eccedenze alimentari, prodotti farmaceutici e "altri prodotti" a fini di solidarietà sociale. Nello specifico, viene stabilito che la comunicazione per provare l'avvenuta cessione gratuita in regime di esenzione da Iva dei prodotti ai fini di solidarietà sociale:

  • va effettuata mediante modalità telematiche nei confronti degli Uffici dell'Amministrazione o del Comando della Guardia di Finanza competenti;
  • dovrà pervenire agli Uffici entro la fine del mese al quale sono riferite le donazioni indicate.

"Le cessioni previste dall'articolo 10, primo comma, numero 12)..sono provate con modalità telematiche da parte del cedente agli uffici dell'amministrazione finanziaria o ai comandi del Corpo della guardia di finanza competenti, con l'indicazione della data, dell'ora e del luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni nonché dell'ammontare complessivo, calcolato sulla base dell'ultimo prezzo di vendita, dei beni gratuitamente ceduti, ivi incluse le derrate alimentari. La comunicazione deve pervenire ai suddetti uffici o comandi entro la fine del mese cui si riferiscono le cessioni gratuite in essa indicate e può non essere inviata qualora il valore dei beni stessi non sia superiore a 15.000 euro per ogni singola cessione effettuata nel corso del mese cui si riferisce la comunicazione. Per le cessioni di beni alimentari facilmente deperibili si è esonerati dall'obbligo di comunicazione" ART. 16 COMMA 1, LEGGE N.166/2016

Pertanto, fermo restando quanto già previsto in merito a:

  • contenuto della comunicazione da presentare all'Agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza;
  • esclusione da tale obbligo per le cessioni gratuite:
    • di importo non superiore a € 15.000;
    • di beni alimentari facilmente deperibili;

le novità hanno interessato le modalità di presentazione della comunicazione.
La comunicazione alle Entrate e alla Guardia di Finanza va presentata con modalità telematiche (che saranno definite da un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate) entro la fine del mese cui si riferiscono le cessioni gratuite (e non più entro 5 giorni da ciascuna donazione).

Riduzione tariffaria TARI
Ulteriori novità hanno riguardato la TARI; si tratta, di una tassa corrisposta in base alla tariffa commisurata ad anno in base (DPR 158/99):

  • alle quantità/qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia dell'attività svolta;
  • al costo del servizio sui rifiuti, nel rispetto del principio "chi inquina paga".

Al riguardo, l'art.17 della Legge n.166/2016 introduce la seguente "nuova" fattispecie di riduzione tariffaria:
"Alle utenze non domestiche relative ad attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere, che producono o distribuiscono beni alimentari, e che a titolo gratuito cedono, direttamente o indirettamente, tali beni alimentari agli indigenti e alle persone in maggiori condizioni di bisogno ovvero per l'alimentazione animale, il comune può applicare un coefficiente di riduzione della tariffa proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione".
È, quindi, facoltà del Comune prevedere, con propria delibera, una riduzione della TARI per le utenze non domestiche relative alle attività che:

  • producono e distribuiscono beni alimentari
  • cedono a titolo gratuito, direttamente o indirettamente, detti beni:
    • agli indigenti;
    • alle persone in maggiori condizioni di bisogno;
    • per l'alimentazione animale.

Per ulteriori informazioni potete contattare i nostri uffici.

Fonte: fiscoetasse.com

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